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Fate attenzione al trucco del cartellino quando comprate abbigliamento: così vi “fregano”, ci caschiamo tutti

In un mondo economico in continuo movimento, le aziende cercano costantemente modi innovativi per mantenere alto l’interesse dei consumatori verso i loro prodotti.

In momenti di difficoltà economica globale, quando la liquidità media della popolazione diminuisce, le strategie di vendita diventano ancora più cruciali per evitare un calo significativo nelle vendite. Tra queste strategie, una particolare tattica legata alla presentazione dei prezzi sui cartellini ha attirato l’attenzione per la sua sottile efficacia nel stimolare l’acquisto.

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Il trucco del cartellino (Canva)

Secondo gli esperti, abbassare drasticamente i prezzi durante i periodi di crisi non è necessariamente la soluzione più intelligente. Tale approccio può infatti comportare il rischio di non generare entrate sufficienti per coprire i costi. Inoltre, una volta che i prezzi vengono aumentati nuovamente, le aziende potrebbero trovarsi a dover affrontare una sfida ancora maggiore nel convincere i consumatori ad accettare i nuovi prezzi.

Le strategie con le quali ci “convincono”

Le sottili strategie di prezzo, come l’uso specifico di cifre nei cartellini, sono emerse inizialmente negli Stati Uniti e si sono diffusese in vari settori, dall’e-commerce ai negozi fisici. Tradizionalmente, in particolare nei prezzi in dollari, si è fatto largo uso del sistema di punto e virgola per rendere i prezzi più accattivanti. Ad esempio, si è notato che indicare il prezzo di un computer nuovo come $1899 invece di $1.900 può avere un impatto psicologico significativo sul consumatore, facendo percepire il prezzo come meno oneroso.

Questo fenomeno si inserisce nella più ampia strategia del “prezzo psicologico”, una tattica volta a influenzare inconsciamente il comportamento d’acquisto dei clienti. La ricerca ha evidenziato che certi formati di presentazione dei prezzi possono stimolare una risposta inconscia nel consumatore, incentivando così l’acquisto. Un esempio classico di questa strategia è l’impostazione dei prezzi a 189,99 euro invece che 190 euro, dove la differenza di un solo centesimo può convincere il consumatore che il prodotto costa sostanzialmente meno.

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Attenzione al prezzo (Canva)

Molti settori hanno adottato almeno una forma di tattica psicologica nei prezzi, specialmente durante periodi di crisi o nel lancio di nuove campagne di vendita. Per esempio, un negozio online di lampade di design potrebbe listare i suoi prodotti a 189,99 euro invece di 190 euro, facendo leva sul fatto che, nonostante la minima differenza di prezzo, i consumatori tendono a percepire il prodotto come meno caro.

Cos’è il prezzo psicologico

Il prezzo psicologico rappresenta una sottocategoria strategica di grande impatto nel contesto delle politiche di prezzatura, offrendo un metodo efficace e di facile implementazione per influenzare positivamente il comportamento d’acquisto. Queste tattiche, oltre ad essere economicamente vantaggiose, possono aumentare significativamente l’efficacia delle strategie di prezzo complessive, giocando un ruolo cruciale nel mantenimento della competitività delle aziende in periodi di incertezza economica.

Ovviamente, dalla parte del consumatore, dobbiamo fare molta attenzione a questa metodologia che viene utilizzata dalle aziende. Si consiglia sempre di evitare l’acquisto di “pancia” e di riflettere prima di farsi convincere da un prezzo che sembra eccessivamente vantaggioso, perché dietro potrebbe celarsi questo trucchetto. Seppur consapevoli di questa tecnica, la nostra mente, a volte, è come se si spegnesse, cadendo nel “tranello” ed acquistando un prodotto che ci sembra costi meno ma in realtà il risparmio (se così vogliamo chiamarlo) sarà solo di un centesimo rispetto al prezzo iniziale che ci sembrava oneroso.

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