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Il TFR può renderti ricco ma devi fare queste scelte che il CAF non ti dice

Scegliere dove destinare il TFR è fondamentale perché si può ottenere una pensione più elevata. Ecco i trucchi per non perdere i benefici.

Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è una quota pari al 6,91% dello stipendio lordo dei lavoratori dipendenti che viene accantonata dal datore e versata al momento della cessazione dell’attività lavorativa.

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Come scegliere la giusta destinazione del TFR? (giornodopogiorno.eu)

Il dipendente può scegliere di lasciare il TFR in azienda oppure destinarlo a un Fondo pensione.

Prendere la giusta decisione è fondamentale perché si possono ottenere dei vantaggi straordinari e incrementare in maniera vertiginosa la somma spettante. I CAF, tuttavia, non sempre riescono a orientare correttamente le scelte dei lavoratori e per questo motivo è opportuno informarsi sulle agevolazioni legate alla destinazione del TFR in azienda o in un Fondo pensione. Analizziamole nel dettaglio.

TFR in azienda o in un Fondo pensione? Ecco come fare la scelta giusta

Nel caso in cui si scelga di lasciare il TFR in azienda, le opzioni disponibili saranno due. Se l’azienda ha meno di 50 dipendenti, il Trattamento di Fine Rapporto è accantonato nelle casse dell’impresa. I rischi di perdere le somme, purtroppo, saranno maggiori (in particolare, nell’ipotesi di fallimento).

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Il TFR può essere lasciato in azienda o destinato a un Fondo pensione (giornodopogiorno.eu)

Se l’azienda ha più di 50 dipendenti, invece, il TFR viene accumulato nel Fondo di Tesoreria dell’INPS.

Decisamente più vantaggiosa per il lavoratore e l’azienda è la destinazione in un Fondo pensione. Innanzitutto, i dipendenti potranno godere di numerosi benefici fiscali, come l’applicazione di un’aliquota IRPEF agevolata pari al 15%, che può ridursi fino al 9%. Usufruire dell’aliquota al 9% anziché di una al 30% consente di risparmiare addirittura 13.952 euro.

Il Trattamento di Fine Rapporto nel Fondo pensione, poi, permette di avere rendimenti maggiori del 5% medio annuo e maturare un capitale superiore di 2 o 3 volte quello spettante nel caso in cui si lasci la liquidazione in azienda.

La tassazione agevolata, inoltre, viene applicata anche ai rendimenti. Nel dettaglio, si ha diritto a un’aliquota del 20% invece che del 26%. Un altro incredibile beneficio è la sicurezza dei Fondi pensione. Se, infatti, l’azienda fallisce, i dipendenti potrebbero perdere l’intera somma accumulata negli anni di lavoro. I Fondi pensionistici, invece, sono diversificati e offrono numerose garanzie a seconda delle tipologie di rischio.

Chi aderisce ai Fondi, infine, può ricevere versamenti extra da parte del datore di lavoro durante gli anni di attività.

In conclusione, la destinazione del Trattamento di Fine Rapporto a un Fondo pensione complementare consente non solo di incrementare gli importi a cui si ha diritto al termine della carriera lavorativa e di contare su una rendita pensionistica più elevata ma anche di fruire di vantaggi immediati.

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